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Terremoti: CNA Unimpresa Treviso scrive al Prefetto per “Attivare anche in Italia il sistema di allerta sismica”

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Dal 2021 tutti i 95 Comuni della provincia di Treviso sono classificati dalla Regione Veneto in una zona sismica. Quattro – Vittorio Veneto, Tarzo, Revine Lago e Fregona – appartengono alla zona 1, quella a maggiore pericolosità; la gran parte del territorio provinciale, compreso il capoluogo, ricade in zona 2, mentre i restanti Comuni sono classificati in zona 3.
Nessun Comune della Marca rientra nella zona 4, quella a minore pericolosità.

Una classificazione che riflette la storia del territorio, interessato nel tempo da terremoti significativi come quello dell’Alpago del 1873 e quello del Cansiglio del 1936. Da questa consapevolezza nasce la lettera che CNA Unimpresa Treviso ha inviato al Prefetto di Treviso, chiedendogli di farsi promotore presso il Governo e il Dipartimento della Protezione Civile dell’attivazione anche in Italia del sistema di allerta sismica integrato negli smartphone Android, già operativo in decine di Paesi del mondo, compresi numerosi Stati europei.

La richiesta arriva anche alla luce di quanto accaduto il 24 giugno scorso in Venezuela.
Nelle aree più lontane dall’epicentro, migliaia di possessori di smartphone Android hanno ricevuto un messaggio di allerta fino a trenta secondi prima dell’arrivo delle scosse più intense, riuscendo in molti casi a mettersi al riparo.

Per l’associazione la questione riguarda direttamente anche il sistema produttivo della Marca. Nel Trevigiano operano oltre 76.000 imprese, di cui più di 21.000 artigiane. In questi ambienti produttivi nei quali anche venti o trenta secondi possono consentire di interrompere lavorazioni pericolose, arrestare macchinari, mettere in sicurezza impianti e sostanze o allontanare i lavoratori dalle aree di maggiore rischio.


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