Treviso

Treviso: papà di Elena ringrazia la dottoressa che le ha salvato la vita nell’incidente di Bavaria

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Si è risvegliata dalla terapia intensiva del Ca’ Foncello ed è stata estubata, la 16enne di Portogruaro che domenica aveva avuto un brutto incidente durata una gara ciclistica a Bavaria di Nervesa della Battaglia.

Il suo risveglio è stato possibile grazie al tempestivo intervento di Silvia Orazio, anestesista rianimatrice che quel giorno non era in servizio, e del marito Emanuele, infermiere, che, abitando nei pressi del luogo dell’incidente, hanno prestato le prime cure alla giovane.

Il padre della 16enne, sin da subito ha chiesto dei soccorritori e poi la richiesta di incontrarli per ringraziarli. Un gesto straordinario, che si è tenuto presso Villa Carrisi, sede dell’Ulss2, al quale hanno partecipato anche molti giornalisti.

L’Ulss2 sottolinea come “Questa è la storia di tre famiglie. Tre famiglie che stanno trascorrendo una domenica come tante altre.
La prima è quella di Elena. Papà e mamma aspettano con orgoglio la loro ragazza, giovane campionessa di ciclocross, al traguardo della gara. Poi, all’improvviso, lo schianto. Le sirene. La paura.

La seconda è quella di Silvia ed Emanuele, responsabile della Centrale Operativa SUEM 118 di Treviso lei e infermiere delle Professioni Sanitarie del Distretto Asolo lui. Sono a casa quando sentono la concitazione provenire dalla strada e il rumore dell’elisoccorso. Silvia esce per capire cosa stia succedendo. Davanti a lei c’è Elena, a terra, che respira con difficoltà. In un istante la domenica lascia spazio al suo ruolo di medico: interviene con competenza, lucidità e umanità.

E poi c’è la famiglia dell’Ulss 2. Quella composta dagli operatori della Centrale Operativa 118, dagli equipaggi dell’ambulanza e dell’elisoccorso, dai medici, dagli infermieri e da tutti i professionisti che, insieme, rendono possibile la risposta all’emergenza.

Quando qualcuno dice a Silvia: “Hai salvato Elena”, la sua risposta è quella di chi sa che una vita si salva solo insieme: “Se oggi Elena è viva, abbiamo vinto tutti. Non l’ho salvata io. L’ha salvata il sistema dell’emergenza-urgenza: i cittadini che hanno chiamato il 118 tempestivamente e spiegando la situazione perfettamente, i primi soccorritori volontari, l’equipaggio dell’ambulanza, l’elisoccorso e tutti i professionisti che hanno lavorato insieme. È questo che fa la differenza”.

Oggi Elena è stata estubata. La prognosi resta prudente, ma il fatto che sia sveglia ci permette di guardare ai prossimi giorni con cauto ottimismo. Tutta la famiglia dell’Ulss 2 continua a fare il tifo per lei e si stringe con affetto attorno a Elena e ai suoi cari.


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