
Diversi studiosi sono giunti alla conclusione che gran parte dei bagliori rossi avvistati nei cieli del Veneto e nel resto del Nord Italia nella serata di domenica 5 novembre non fossero aurora boreale ma bensì SAR, un fenomeno scoperto la prima volta negli anni 50.
Il professor Jeff Baumgardner del Centro per la Fisica Spaziale dell’Università di Boston ha rilasciato una dichiarazione sull’evento accaduto nella serata di domenica 5 novembre.

Gli archi di luce rossa comparsi nel cielo sono stati legati a una forte tempesta geomagnetica innescata da due violente espulsioni di massa coronale avvenute sul Sole nei giorni precedenti.
Un flusso di vento solare altamente energetico carico elettricamente ha letteralmente investito la terra interagendo con il campo magnetico del pianeta e i gas presenti nell’alta atmosfera, come l’ossigeno e l’azoto.
Le aurore boreali sono fenomeni ottici legati proprio al contatto tra queste particelle energetiche e i gas, che rilasciano luce – cioè fotoni – di colore differente in base all’energia, alla composizione del gas, all’altitudine ed ad altri parametri.
Nonostante la somiglianza quelle del 5 novembre sono risultate SAR e non aurore.






