Volt Europa Veneto: proposta alternativa per raggiungere Jesolo. Una ferrovia da Olmi e un tram dal Faro a Cortellazzo

Ferrovia pubblica verso Jesolo, tram e treni notturni: la proposta alternativa a un’altra colata di bitume a pedaggio
C’è chi promette strade nuove. E chi propone soluzioni nuove.
Volt Europa Veneto lancia un piano ambizioso e realizzabile per rivoluzionare l’accesso al litorale jesolano: ferrovia, tram e treni notturni al posto di nuove colate d’asfalto.
«Non tutti gli asfalti portano al mare e la storia recente del Veneto lo insegna. A furia di nuove strade, la regione è al secondo posto in Italia per consumo di suolo. Serve un’alternativa seria, pubblica e sostenibile», ha esordito il Coordinatore di Volt Europa – Veneto, Geremia Antonini.
IL PROGETTO: TRASPORTO PUBBLICO MODERNO PER UN LITORALE VIVIBILE
La proposta si articola in tre interventi: Nuova ferrovia Olmi – Jesolo Lido; Tram tra la spiaggia del Faro e Cortellazzo; Treni diretti dai capoluoghi veneti, anche notturni, per rendere sicuro il rientro dei giovani e decongestionare le strade nei fine settimana estivi.
Costo massimo stimato: 1,2 miliardi di euro, interamente a carico del pubblico. Niente project financing, niente concessioni trentennali a privati.
LA LEZIONE DELLA PEDEMONTANA
La Superstrada Pedemontana Veneta è la dimostrazione di cosa significhi affidare ai privati il futuro infrastrutturale della regione. Presentata come un’opera “a costo zero”, oggi grava sulle casse regionali con un impegno di circa 300 milioni di euro all’anno per 39 anni, per un costo totale stimato attorno ai 12 miliardi di euro.
Il contributo iniziale dei privati? Soltanto 1,3 miliardi. Il resto lo stanno già pagando i cittadini veneti.
«Con il progetto dell’autostrada del mare, si stanno riproponendo dinamiche già viste – e, purtroppo, subite – con la realizzazione della Pedemontana. Dobbiamo valutare ogni possibile scenario alternativo all’ennesima colata di asfalto, che garantisca una vera efficienza nella riqualificazione delle aree che vanno da Treviso al litorale, che riduca l’inquinamento e che garantiscano una maggiore sicurezza nelle strade del mare, già tristemente note per le tragedie che si verificano ogni estate. Non possiamo più permetterci di progettare infrastrutture pensando solo all’automobile, il futuro è su rotaia.» spiega Antonini.
VIA DEL MARE: UN’ALTRA STORIA?
La nuova “Via del Mare”, progettata per collegare l’A4 a Jesolo, ricalca circa lo stesso schema: 18,6 chilometri a pedaggio e quasi 400 milioni di euro di investimento affidati al Consorzio SIS per una concessione di 32 anni.
Niente “canone ombra” dalla Regione, ma si tratta comunque di un progetto che pesa sul territorio, specialmente in termini ambientali. E non esiste ancora una vera e propria sicurezza che i residenti dei comuni attraversati dall’infrastruttura saranno esentati dal pagamento del pedaggio.
Nel frattempo, mentre si progettano nuove strade, il Veneto continua a perdere suolo agricolo e paesaggio: 891 ettari tra il 2022 e il 2023, con la provincia di Treviso che ha già abbondantemente superato il 16% di superficie impermeabilizzata.
In provincia di Venezia il dato percentuale rimane comunque alto, sopra il 14%.
A pagare lo scotto, alla fine, sono sempre il territorio e chi lo abita.
UNA SVOLTA PUBBLICA, ECOLOGICA E DI BUONSENSO
Volt propone un modello opposto: zero pedaggi, trasporto pubblico moderno e investimenti realmente sostenibili.
Con treni efficienti e accessibili, si riduce il traffico, si tutela l’ambiente, si riqualifica il territorio.






