Veneto

Tra turisti incrodati, malori fatali e infortuni, un’altra domenica di intenso lavoro per Suem e Soccorso Alpino

Condividi

Partito per un giro in giornata da Gares lungo il sentiero numero 755 che conduce al Mulaz, un escursionista 39enne di Roma, ha deviato sul canalone inciso tra Cima Zopel e Cima Campido, per poi attaccare a risalire la parete rocciosa, finché non è stato più in grado di muoversi, bloccato all’interno di un diedro.
In posizione precaria, con 20 metri di salto verticale sotto di lui, a circa 20 metri dalla vetta di Cima Zopel, alle 8.50 è riuscito a contattare il 118 e a chiedere aiuto. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato un sorvolo sui sentieri alla base delle rocce, salvo poi individuare l’escursionista proprio in mezzo alla parete.
Fatto campo base a Gares, l’elicottero è tornato con il tecnico di elisoccorso che si è calato con un verricello e ha subito assicurato l’uomo, per poi provvedere al suo recupero.
Issato a bordo l’escursionista è stato trasportato a Gares.

Questa mattina alle 11.20 circa la Centrale del Suem è stata attivata per un turista olandese di 70 anni, colto da improvviso malore fuori dal Rifugio Baita Fedarola, che si trova a una trentina di minuti a piedi dal Passo Pordoi.
I presenti hanno subito iniziato a praticare il massaggio cardiaco all’uomo, fino all’arrivo dell’equipe medica dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, subentrata nelle manovre. Purtroppo a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione e il medico ha solamente potuto constatare il decesso dell’escursionista.
La salma è stata affidata al Soccorso alpino di Livinallongo.

Alle 12.20 circa il Soccorso alpino dell’Alpago è stato attivato per un’escursionista scivolata sul sentiero N dell’anello del Cansiglio, in località Bec a poca distanza dal confine con il territorio di Caneva.
La donna di 53 anni di Vazzola, che si trovava assieme al marito e aveva riportato un trauma alla spalla e al polso, è stata assistita e accompagnata dai soccorritori fino al rendez vous con l’ambulanza, partita in direzione dell’ospedale di Belluno.

La Centrale del 118 è stata poi contattata da due persone straniere, una delle quali si era fatta male a una caviglia sul sentiero che sale al Monte Casale, in Val Travenanzes. Quando però l’elicottero è arrivato in zona, i chiamanti hanno rifiutato l’intervento.

Poco dopo mezzogiorno la Centrale del Suem ha richiesto l’intervento del Soccorso alpino di Arsiero, per un’escursionista che si era fatta male mentre con tre amici percorreva il sentiero che sale al Monte Cimone.
Partita da Tonezza, una prima squadra veloce ha raggiunto la 66enne di Montecchio Precalcino, che aveva riportato la sospetta frattura di una caviglia. Immobilizzatole il piede, i soccorritori hanno caricato l’infortunata sulla barella con la ruota.
In un’ora di trasporto a piedi in salita, i soccorritori l’hanno condotta all’uscita del sentiero al Cason Brusà, da lì alla Strada degli Alpini e di seguito al piazzale degli Alpini, dove è stata trasferita sull’ambulanza diretta all’ospedale di Santorso.


Condividi

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio