Allarme Confartigianato: Officine in affanno, boom di auto da riparare prima delle vacanze. Difficile reperire manodopera e pezzi di ricambio
In prossimità delle partenze per le vacanze, gli automobilisti si precipitano all’ultimo minuto dai meccanici di fiducia per fare un check up ai propri mezzi prima di partire e le imprese di autoriparazione in questi giorni sono in difficoltà. Il problema si presenta quando una semplice messa a punto del mezzo si trasforma in una vera e propria “rianimazione”.
“Siamo tornati indietro di 15-20 anni – afferma Gianluigi Buosi, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana -In passato gli automobilisti erano più attenti e organizzati, si preoccupavano maggiormente di tenere sempre manutentato e in ordine il proprio veicolo. Oggi invece si riducono all’ultimo minuto a controllare l’auto e ci costringono a turni di lavoro massacranti e talvolta a non riuscire a soddisfare le loro richieste in tempo utile. Ci sono casi in cui gli automobilisti si rivolgono alle officine anche dopo un mese che la spia motore segnala un guasto. Il parco auto che arriva in officina è molto datato. Trattasi di mezzi che, dopo anni di mancata manutenzione, hanno spesso bisogno di interventi importanti. Senza contare che alle volte le difficoltà dipendono dai pezzi di ricambio.”
Il parco mezzi prevalente è ancora quello delle auto a benzina o a gasolio con più di 10 anni. Va considerato che si registrano richieste di interventi anche per auto ibride ed elettriche.
Il settore autoriparazione (carrozzerie escluse) rappresenta un segmento importante della “filiera auto”.
In provincia di Treviso si contano 775 imprese artigiane con 2.200 addetti.
Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2023 a livello nazionale erano previste 36.330 nuove entrate di lavoratori artigiani del settore, di cui il 71% di difficile reperimento. Nel 55% dei casi si richiedono competenze green, così come non è trascurabile una discreta competenza nell’applicazione di tecnologie 4.0. Nella nostra regione (previste 3.110 nuove entrate) la difficoltà di reperimento sale 74%: nel 66% dei casi la motivazione è legata alla mancanza di candidati e nel 21,1% ad una preparazione inadeguata.
Il problema della manodopera: “Questa è una nota dolente del settore – denuncia il presidente Gianluigi Buosi – perché non riusciamo a trovare personale specializzato. In questo periodo estivo di carico di lavoro abbiamo bisogno di manodopera ancor più qualificata perché non ci si può permettere il minimo errore.
I giovani sono da formare e non possono essere pronti per eseguire in autonomia un lavoro di straordinaria manutenzione, è troppo rischioso. Purtroppo esiste un gap incolmabile tra scuole professionali e mondo del lavoro.“. E anche gli Its (Istituti Tecnici Superiori) non sembrano essere funzionali alle imprese artigiane. “Chi segue questi corsi biennali di specializzazione preferisce andare a lavorare in aziende più strutturate o in concessionarie – fa notare Buosi – piuttosto che nelle piccole aziende.
Per questo stiamo spingendo anche con il Governo e il Ministero per un’Accademia delle Professioni, affinché si organizzino corsi triennali che sappiano creare un sistema duale tra scuola e mondo del lavoro.”






