Avvocate in classe per insegnare a mediare e risolvere i conflitti conciliando

Avvocate in classe per insegnare l’arte della mediazione e, anche attraverso simulazioni e giochi di ruolo, l’utilità di uno strumento che porta a una conciliazione, in ogni possibile situazione della vita reale: era una delle novità della terza edizione di Uguali Diversi.
Il percorso “L’arte di dire (e di ascoltare)” che ha coinvolto le associate dell’UNAM di Pordenone (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione), ha portato nelle scuole superiori strumenti concreti per migliorare la comunicazione e gestire i conflitti in modo costruttivo con lo scopo di favorire le relazioni interpersonali.
“L’obiettivo era fornire ai ragazzi strumenti pratici per affrontare le divergenze in maniera collaborativa e consapevole”, spiega l’avvocata Cristina Corba, responsabile della sezione UNAM di Pordenone”.
Il progetto ha coinvolto 600 studenti con laboratori che si sono svolti nelle scuole di Pordenone e San Vito al Tagliamento, con indirizzi differenti, dal classico allo scientifico, alle scienze umane e gli istituti tecnici.
Le attività hanno spaziato dall’analisi del linguaggio alla gestione delle controversie, con un approccio pratico che ha saputo coinvolgere i ragazzi ed entusiasmare studenti e docenti, tanto che da molti insegnanti è arrivata la proposta di organizzare un percorso dedicato a loro, a testimonianza del forte impatto del progetto.
In classe, sono state numerose le avvocate e mediatrici dell’Organismo Mediazione Forense di Pordenone che hanno portato la loro esperienza e specifica formazione: Cristina Corba, Marzia Lollo, Francesca Ioan, Sonia Faion, Daniela Vaccher, Manuela Zanussi, Antonia Tomè, Grazia Pirozzi, Lidia Diomede, Isella Follador, Silvia Saitta, Elisa Baviera, Michela Brusadin, Rosanna Rovere, Morena Cristofori, Olivia Basso, Livia Brovedani e Anna Tommasini.





