Pordenone

Azzano/rogo divora 10 mila metri quadri di stabilimento. Colonna di fumo visibile in laguna

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In pochi minuti cancellato lo stabilimento/showroom del mobilificio Fiver di Azzano Decimo.
Un rogo improvviso si è alzato poco prima delle 14:30 dal capannone situato in via Ponte Luma, a ridosso della SR251 e nei pressi del Conad.

Una colonna di fumo densa si è alzata per centinaia di metri ed era visibile perfino dal Ponte della Libertà che collega Mestre a Venezia.
In foto, la colonna di fumo nero visibile da Oderzo.

Sono stati i residenti a dare subito l’allarme e sul posto sono giunti numerose squadre dei Vigili del fuoco provenienti da diversi comandi: Pordenone, Udine, Treviso.
Numerose le pattuglie dei Carabinieri che hanno interdetto il traffico attorno all’azienda, tenendo distante i curiosi.

Sul tetto erano in corso lavori di isolamento con la posa di guaine. I tre operai che stavano lavorando sono stati investiti dal fumo e sono stati soccorsi per una leggera intossicazione e trasportati all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone con l’ambulanza.

Al momento sono ancora in corso le operazioni di spegnimento che stanno impegnando più di 50 Vigili del fuoco giunti con 5 autopompe, 5 autobotti, un’autobotte kilolitrica, 3 autoscale ed altri mezzi appoggio.
L’incendio ha coinvolto l’intero capannone e sono collassati circa 10.000 metri quadrati di tetto.

Il sindaco di Azzano Decimo, Massimo Piccini, ha raccomandato ai residenti di tenere chiuse le finestre. Inoltre ha descritto il rogo: “un incendio di proporzioni clamorose, l’intera struttura è andata a fuoco”.

“Gli ultimi rilievi serali di Arpa Fvg nell’area di Azzano Decimo investita dall’incendio hanno evidenziato valori nella norma e quindi il livello di guardia, per quanto riguarda la qualità dell’aria, può tornare sotto la soglia d’allarme”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente del Fvg Fabio Scoccimarro.

Circa l’evoluzione del rogo, Scoccimarro ha segnalato che “l’incendio perimetrale, come ho appreso, è stato domato”, mentre la struttura dell’ex mobilificio, ora padiglione espositivo, è collassata al suo interno e sta ancora bruciando.


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