Concluso progetto River Eye, monitoraggio rifiuti plastici sui fiumi. Bottacin, “ora si passa alla sperimentazione sulla pulizia”

Lanciato nella primavera 2023 dall’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, il progetto di River Eye è giunto a conclusione. Quasi un anno di monitoraggio sul fenomeno del trasporto dei rifiuti plastici flottanti sui fiumi Piave, Bacchiglione e Canal Bianco che ha permesso di raccogliere dati molto importanti per pianificare le future scelte a tutela della salute dei corsi d’acqua regionali e, conseguentemente, del mare. Il progetto, basato su innovativa tecnologia della start-up Blue Eco Line, ha permesso di identificare e quantificare, la presenza di macroplastiche nei fiumi veneti.
“Si tratta di una prima importante sperimentazione che ci ha aiutato a identificare le principali fonti di inquinamento da plastica, come scarichi industriali, afflusso urbano o abbandono diretto – sottolinea l’assessore Bottacin”.
Il trasporto dei rifiuti plastici dai centri urbani al mare, mediante i fiumi, rappresenta una seria minaccia per la fauna selvatica e gli ecosistemi. Secondo studi scientifici tedeschi, basterebbe una migliore gestione dei corsi d’acqua per abbattere fino al 50% l’inquinamento dei mari.
L’analisi dei dati ha mostrato una correlazione tra le precipitazioni stagionali e il rilascio di macroplastiche nei corsi d’acqua, con picchi rilevati in primavera e autunno. Il Canal Bianco è risultato il corso d’acqua con il maggiore trasporto di rifiuti plastici flottanti. Anche il fiume Bacchiglione ha presentato un numero significativo di rilevamenti ma in maniera più omogenea nel periodo, mentre il Piave ha mostrato un trasporto molto basso in diversi periodi dell’anno, ma considerevoli picchi in corrispondenza di precipitazioni.
La principale tipologia di rifiuti rilevata è costituita prevalentemente da plastica rigida come bottiglie, contenitori e polistirolo ad uso agricolo”.





