Venezia

Dopo oltre 3 mesi dal ricovero, è spirato all’ospedale di Jesolo il 71enne di Musile investito da un camion il 13 giugno

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La vittima, investita da un camion mentre procedeva in bicicletta, è stato ricoverato a lungo a Mestre e San Donà e non era mai uscito dall’ospedale: probabile che il Pm disponga l’autopsia

Non è mai uscito dall’ospedale dopo il grave incidente in cui è rimasto coinvolto.
Non ce l’ha fatta Carlo Diral, 71 anni, di Musile di Piave, il pensionato, investito da un camion mentre procedeva in bicicletta. E’ spirato all’ospedale di Comunità di Jesolo, a più di tre mesi dal fatto.

Il sinistro è accaduto nella stessa Musile in via Cascinelle, all’altezza dell’incrocio con via Stati Uniti d’America, e non sussiste dubbio alcuno sulle responsabilità del camionista, anche perché alcune telecamere posizionate nel luogo hanno ripreso tutto.
I carabinieri della compagnia di San Donà di Piave, che hanno effettuato i rilievi, hanno subito contestato pesanti infrazioni al camionista: superamento del limite di velocità, mancato rispetto di un’adeguata distanza laterale nel sorpasso della bici.

Le condizioni del settantunenne sono parse subito gravi, tanto da essere direttamente trasportato in ambulanza e ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dell’Angelo di Mestre.

Diral è stato poi trasferito nel reparto di Rianimazione del nosocomio di San Donà di Piave il 16 giugno, salvo però essere riportato all’Angelo e di nuovo intubato e sedato il 10 luglio per il riaggravarsi delle sue condizioni, in particolare quelle legate allo pneumotorace, e per un quadro respiratorio altamente problematico. Tornato nella Rianimazione di San Donà il 17 luglio, il pensionato vi è rimasto fino al 29 luglio. E’ stato quindi ricoverato a lungo, fino al 30 agosto, nel reparto di Medicina e infine trasferito presso l’ospedale di comunità di Jesolo per la difficile riabilitazione dove, di fatto non si è mai ripreso.

Ora il procedimento penale in capo al conducente dell’autocarro è automaticamente diventato per il reato di omicidio stradale e con ogni probabilità il Pubblico Ministero inquirente disporrà l’esame autoptico per confermare che il decesso sia stato dovuto alle conseguenze dell’incidente.

Per essere assistiti i familiari della vittima si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che metterà a disposizione quale consulente tecnico per la parte offesa un proprio medico legale.

Carlo Diral, che nella sua vita aveva lavorato come fabbro e che non era sposato e non aveva figli, lascia la sorella e il nipote con cui conviveva da quasi mezzo secolo.


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