Treviso

Elezioni in Veneto, i candidati consiglieri al Consiglio generale della Cisl Belluno Treviso

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Oltre cento fra dirigenti e delegati componenti del Consiglio generale della Cisl Belluno Treviso hanno incontrato al BHR Hotel di Quinto di Treviso quattro candidati dei due principali schieramenti politici – due per Treviso e due per Belluno – alla carica di consigliere regionale in vista delle elezioni venete del 23 e 24 novembre.
Si sono confrontati con la platea cislina Paola Roma e Andrea De Bernardin per il centrodestra e Claudio Beltramello e Alessandro Del Bianco per il centrosinistra.
Al centro del confronto, il manifesto “PER IL VENETO DEL FUTURO. Un patto per lo Sviluppo, il Lavoro, lo Stato sociale” elaborato da Cisl Veneto, con il contributo di tutte le Unioni sindacali territoriali.

Qualità e sicurezza del lavoro, formazione, partecipazione e democrazia economica, transizioni digitale ed ecologica, crisi demografica e ricambio generazionale, sanità e welfare, politiche abitative, giustizia retributiva, mobilità sostenibile, attrattività e coesione territoriale. Sono questi i temi centrali della piattaforma programmatica della Cisl sottoposti all’attenzione dei candidati consiglieri, sollecitati con proposte concrete – l’istituzione di un Consiglio regionale dell’economia, la creazione di un Osservatorio sulla partecipazione, la promulgazione della legge per i caregiver, l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del Pil regionale, l’istituzione di un soggetto pubblico-privato per affrontare l’emergenza abitativa – e una visione strategica sul futuro del territorio ben rappresentata nella relazione introduttiva del segretario generale della Cisl Belluno Treviso Francesco Orrù.

A chi sarà chiamato a governare la Regione, eletto nei nostri territori – ha dichiarato Orrù – chiediamo una cosa semplice ma fondamentale per offrire risposte concrete alle comunità: l’istituzione di tavoli permanenti di confronto tra istituzioni e parti sociali a livello locale, in modo da garantire un dialogo costante sui problemi reali delle due province”.

La crisi demografica, abitativa e salariale delle province di Treviso e Belluno è stata analizzata attraverso una ricerca curata dall’Ufficio Studi del sindacato, che ha offerto una fotografia dettagliata e aggiornata della situazione. In due province in cui la maggioranza della popolazione che lavora ha un reddito compreso fra i 15mila e i 26 mila euro e in cui la retribuzione media di un lavoratore dipendente è di 23.776 euro a Belluno e di 25.358 a Treviso, l’inflazione dal 2016 ad oggi ha eroso pesantemente il potere d’acquisto, calato di oltre il 9% per i lavoratori e le lavoratrici del Bellunese e di più dell’11% nella Marca trevigiana.
Il motivo? I salari sono cresciuti ma non sono riusciti a stare al passo dell’aumento del costo della vita: a Belluno, le paghe sono aumentate del 10% dal 2016 ad oggi, ma l’inflazione del 19,4%; a Treviso, +9,2% per gli stipendi dei dipendenti e +20,4% di inflazione.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al segretario regionale della Cisl Veneto, Massimiliano Paglini, che ha ringraziato la Cisl territoriale per l’organizzazione dell’evento e ha ripercorso il percorso che ha portato alla stesura del Manifesto, frutto di un impegno collettivo che ha coinvolto tutti i territori e le federazioni della Cisl.


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