GdF Treviso: pakistano offriva manodopera irregolare durante la vendemmia sulle colline di Valdobbiadene

La Guardia di Finanza di Treviso nel corso dei controlli nei vigneti tra le colline del Prosecco, si è imbattuta in 18 lavoratori impiegati nella raccolta dell’uva che erano a capo di un pakistano, titolare di una ditta individuale con sede a Zenson di Piave.
L’azienda vinicola aveva dato in appalto al pakistano la raccolta dell’uva.
L’attenzione dei finanzieri della Compagnia di Conegliano si è ora concentrata su questa ditta intestata al pakistano, che aveva la manovalanza impegnata su un terreno, ubicato a Valdobbiadene e destinato alla produzione del Prosecco DOCG. Durante il controllo, i finanzieri hanno trovato ben venti lavoratori intenti a raccogliere l’uva. Di questi, 18 figuravano formalmente dipendenti dalla ditta del pakistano.
Ebbene, gli accertamenti hanno permesso non solo di appurare l’impiego di un lavoratore, bengalese, risultato senza permesso di soggiorno – circostanza che ha comportato la denuncia – nonché l’impego di un lavoratore completamente “a nero”, ma anche una più complessa ipotesi di appalto illecito.
Difatti, i reali rapporti fra l’imprenditore di origini pakistane che forniva la manodopera e il legale rappresentante della società agricola proprietaria del fondo sono risultati ben diversi da quelli indicati nel contratto di appalto.
E’ stato riscontrato come l’appaltatore pakistano non aveva un’autonomia organizzativa e non aveva alcun potere direttivo sui suoi “dipendenti”, i quali utilizzavano dispositivi e attrezzature fornite dall’azienda vinicola.
I finanzieri hanno quindi proceduto a segnalare alla Procura della Repubblica di Treviso sia il cittadino pakistano sia il legale rappresentante della società agricola per l’appalto illecito,



