Pordenone

Guidava sotto effetto di alcool e droga causò un grave incidente, Gip di Pordenone respinge patteggiamento 46enne di Codognè

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Il Gip di Pordenone ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali di Remo Barbier, 46enne di Codognè, che la notte del 21 dicembre scorso, rimase coinvolto in un grave incidente accaduto in località Ponte Meduna, in comune di Zoppola, alle porte di Pordenone.
In quel sinistro avvenuto sulla Pontebbana, trovò la morte l’albanese Dorjo Duka, 30 anni di Tirana e il ferimento grave del cugino della vittima, un giovane 26enne.
Le forze dell’ordine accertarono che il conducente della Mercedes Cla, il 46enne di Codognè, era alla guida alterato da alcool e droga.

I famigliari delle vittime sono tutti assistiti da Studio3A-Valore S.p.A. che ha fatto opposizione all’istanza di patteggiamento avanzata dall’automobilista trevigiano. La proposta dunque andrà riformulata per una pena decisamente più adeguata.
I congiunti delle vittime, sottolineano i legali di Studio 3A, non sono ancora neppure stati risarciti.

Una proposta che i congiunti della vittima e il giovane sopravvissuto hanno accolto come quasi un’offesa data l’entità del tutto inadeguata della condanna prospettata a fronte della a dir poco censurabile condotta di guida dell’indagato, che deve rispondere di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravissime con le aggravanti della guida in stato di ebbrezza e di alterazione psicofisica per l’assunzione anche di sostanze stupefacenti, e per le terribili conseguenze che essa ha cagionato.

Dall’inchiesta, ed in particolare dalla consulenza tecnica cinematica disposta dal magistrato inquirente e affidata all’ingegner Enrico Bellomo, è stata infatti accertata l’esclusiva responsabilità di Barbier che ha commesso svariate e fatali violazioni: ha invaso con la sua Mercedes Cla la corsia opposta dove sopraggiungeva la Fiat Grande Punto guidata dal Duka e in cui era trasportato il cugino, viaggiava ad una velocità di almeno 30 km/h oltre il limite consentito. Non ultimo, si è messo al volante in totale stato di alterazione psicofisica: quasi tre ore dopo l’incidente, il 46enne di Codognè aveva ancora in corpo un tasso alcolemico di 0,92 g/l, e inoltre aveva assunto cocaina.


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