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Inverno 2025-2026 in Veneto: con un’anomalia di +1,7° è il sesto più caldo

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Pubblicato il rapporto dell’Arpav sulla stagione invernale 2025-2026 in Veneto, che è stata molto calda e con piovosità nella norma.

Temperature medie. L’inverno è il sesto più caldo mai registrato da Arpav, con una anomalia di +1.7 °C rispetto alla norma 1991-2020, e supera nella graduatoria il precedente inverno 2024-2025, ora il settimo più caldo. Solo il mese di gennaio 2026 è risultato nella norma, mentre sono stati molto caldi sia
dicembre che febbraio.

I giorni di gelo, con temperatura minima sotto zero, registrati nell’inverno 2026 confermano il trend
trentennale di riduzione, posizionandosi ben al di sotto della media dell’ultimo decennio e al quarto
gradino più basso considerando tutta la serie storica. In pianura i giorni di gelo sono stati il 45 % in
meno rispetto alla norma 1991-2020, mentre sul settore montano il deficit scende al 15 %. Il trend
è in calo statisticamente significativo su tutta la regione: in 20 anni si sono persi in media 15 giorni
di gelo nella stagione invernale.

Piogge. In linea con la media trentennale. L’anomalia però è di segno opposto tra la pianura, in leggero surplus, e la montagna, in deficit.
Nel corso dei tre mesi gli eventi di precipitazione si sono concentrati in prevalenza tra l’ultima decade di gennaio e le prime due decadi di febbraio con nevicate che hanno interessato le zone montane in genere fino a quote medio-basse. In pianura solo in occasione dell’episodio del 6 gennaio si registra qualche debole nevicata con locali lievi accumuli sul litorale settentrionale.

Neve. La quantità di neve fresca caduta nell’inverno meteorologico a 2000 m di quota è stata inferiore alla norma del 15-20 %. Situazione diversa a bassa quota con apporti superiori alla media: +40 % a 1200 m nelle Dolomiti e +20 % nelle Prealpi a 1000 m di quota.


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