Venezia

Mestre e Marghera: volantino islamico porta a porta nelle cassette delle lettere

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Ci mancava solo l’islamizzazione porta a porta. È l’ennesima, preoccupante dimostrazione di come cresce la radicalizzazione ai danni dei cittadini di Mestre e Marghera, costretti a subire le conseguenze di anni e anni di scelte produttive da parte di Fincantieri, che con i subappalti a cascata e la manodopera povera, prevalentemente musulmana e il conseguente insediamento di centinaia di attività etniche ha distrutto il tessuto sociale. Mestre e Marghera altre due realtà composte da extracomunitari islamici che non mostrano alcun interesse per l’integrazione, ma puntano a sostituire culturalmente e socialmente il nostro Paese anche con azioni come queste: una campagna di proselitismo casa per casa“. A dichiararlo è l’europarlamentare della Lega, Cisint.
Lo dice con chiarezza il report della intelligence francese, le modalità sono nuove e subdole: nelle moschee, spesso irregolari; nelle scuole coraniche; sui social; e ora anche tramite la distribuzione di volantini. Una dinamica che riporta alla mente quanto accaduto a Monfalcone, dove un giovane turco, poi arrestato per terrorismo, diffondeva opuscoli a favore dell’Islam nel suo kebab”.

A Mestre si ripete lo stesso schema. L’imam locale pubblica sui social messaggi contro la libertà delle ragazze occidentali, mentre la comunità musulmana continua a opporsi al ripristino della legalità, nonostante il Consiglio di Stato abbia confermato la decisione del Comune sulla chiusura della moschea irregolare, come anche accaduto a Monfalcone. Un atteggiamento provocatorio e sovversivo che rappresenta un segnale grave e inequivocabile che mira all’islamizzazione dell’Europa intera, partendo dalle nostre città. Una minaccia concreta alla tenuta del nostro ordinamento democratico.

Serve agire subito, con fermezza, per bloccare questa avanzata e prima che l’Italia diventi terra di conquista islamica. Vanno stabilite nuove regole chiare e garantiti controlli rigorosi su moschee, scuole islamiche, centri culturali fittizi e su chi li finanzia. È inoltre fondamentale vigilare con attenzione su ciò che viene diffuso sui sociale nelle case dove troppo spesso si annidano messaggi radicali e pericolosi.


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