Venezia

Mestre: stato di agitazione per la rianimazione dell’ospedale dell’Angelo

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I sindacati Nursing Up e Nursind proclamano lo stato di agitazione del personale infermieristico e OSS della Rianimazione generale dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e porteranno la vertenza il 15 gennaio davanti al Prefetto.
Il reparto, centro hub provinciale e riferimento per il politrauma, versa da anni in una condizione di grave e strutturale carenza di personale che mette a rischio la sicurezza dei pazienti e degli operatori.

La Rianimazione dell’Angelo dispone di 16 posti letto (8 di terapia intensiva generale e 8 neurochirurgici), con frequenti attivazioni di un 17° posto emergenziale, ma opera stabilmente in sottorganico. L’organico teorico è di 44 infermieri, ridotti a 42 per attuali assenze per maternità, a fronte di un fabbisogno minimo di almeno 50 professionisti.
Attualmente sono infatti presenti 7 infermieri per ognuno dei tre turni, un numero insufficiente per un’area critica di questo livello.

Secondo Nursing Up e Nursind, servono 8-9 professionisti per turno (anziché i 7 attuali per turno) per poter fornire un’assistenza adeguata.
Evidenzia Stellina Piscitelli, referente provinciale di Nursing Up Venezia: «Il rapporto infermiere/pazienti in una terapia intensiva hub dovrebbe essere di 1 infermiere ogni 2 pazienti. Nella Rianimazione dell’Angelo ogni turno è invece strutturato con 7 infermieri per 16 pazienti, ma questo rapporto spesso diventa di 1 infermiere ogni 5 degenti, che devono anche gestire le uscite intraospedaliere per la diagnostica interna e dare supporto al trauma team del Pronto Soccorso».

Sottolinea Sara Presutto, referente provinciale Nursind Venezia: «Le criticità non sono nuove: affondano le radici nel 2018 e si sono aggravate con l’aumento dei posti letto da 12 a 16, avvenuto in era Covid, ma senza un proporzionale rafforzamento dell’organico. A pesare ulteriormente sulla situazione di prolungata mancanza di personale è anche il massiccio turnover che, dal 2019 ad oggi, è stato superiore al 90%. Un ricambio pressoché totale del personale, con solo una decina di colleghi esperti rimasti, costituisce un ulteriore segnale del malessere e rappresenta un elemento di criticità».

Nursing Up e Nursind confermano lo stato di agitazione insieme alle iniziative di informazione e mobilitazione del personale.


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