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Metalba Aluminium – Fortogna: “vogliamo continuare a lavorare nel rispetto dell’ambiente e per garantire buona occupazione”

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L’azienda Metalba, radicata nel territorio bellunese a Fortogna di Longarone e oggi occupa complessivamente 198 addetti, a seguito delle recenti notizie apparse sulla stampa, ritiene doveroso intervenire «per ristabilire la corretta informazione».

La proprietà della Metalba Aluminium sottolinea “Non si tratta solo 40 dipendenti, come purtroppo è stato erroneamente riportato dai Comitati perché le due sedi aziendali, l’altra è a Bassano del Grappa, lavorano in modo complementare. Siamo una realtà industriale che ha sempre operato con senso di responsabilità verso i propri lavoratori, il territorio e l’ambiente».

L’azienda evidenzia come da anni adotti pratiche e sistemi di tutela ambientale «che vanno ben oltre le prescrizioni di legge». Un impegno costante, confermato anche dai numerosi investimenti in tecnologie e controlli per minimizzare l’impatto ambientale delle proprie attività.

«Va ricordato inoltre – prosegue la nota – che le abitazioni limitrofe allo stabilimento sono otto, tutte costruite dopo l’insediamento di Metalba».

Uno dei punti più delicati riguarda il diniego ricevuto dall’azienda per la realizzazione di un nuovo impianto di abbattimento fumi progettato per assicurare una costante e continuativa capacità operativa. «Si tratta di un progetto studiato per tutelare sia l’ambiente di lavoro sia quello esterno, con prestazioni ampiamente superiori a quanto previsto dalla normativa. Nonostante questo, al momento non ci è consentito installarlo, e ciò rappresenta un paradosso che penalizza non solo Metalba ma l’ambiente stesso».

La proprietà sottolinea come l’azienda si trovi oggi «in una posizione di evidente svantaggio rispetto ad altre realtà del settore, sia nella provincia di Belluno che nel resto d’Italia». «Chiediamo soltanto di poter lavorare con le stesse regole, nel pieno rispetto delle norme».

Metalba ricorda inoltre che l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata nel 2025 «contiene ben 65 prescrizioni, un numero senza precedenti». Per questo motivo l’azienda «è stata costretta, suo malgrado, a rivolgersi al TAR per tutelare i propri diritti di impresa».

Sul fronte scientifico, la proprietà precisa che «sono stati investiti centinaia di migliaia di euro in analisi, campionamenti e studi depositati agli atti», i quali «dimostrano in modo inequivocabile che, anche a impianti spenti, i livelli di inquinamento rilevati nell’area derivano principalmente dalle caldaie domestiche e non dall’attività produttiva di Metalba».

«Metalba Aluminium è sempre stata e continuerà a essere un’azienda rispettosa delle leggi, trasparente e attenta al territorio. Tuttavia – conclude la nota – non possiamo accettare preclusioni che penalizzano ingiustamente la nostra competitività e mettono a rischio l’occupazione. Per questo, nel peggiore dei casi, continueremo ad agire in ogni sede legale per tutelare l’azienda, i nostri dipendenti e il diritto di lavorare nel rispetto delle norme e della verità, ma siamo aperti ad un confronto costruttivo con istituzioni e cittadini poiché il nostro intento è quello di contemperare la sostenibilità economica con quella sociale e ambientale. A tal proposito riteniamo che l’incontro che la Provincia convocherà entro la fine del mese possa servire a trovare soluzioni sostenibili che tutelino i diritti di tutti».


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