Treviso

Oderzo Cantiere ex Pescheria: reperti archeologici bloccano il cantiere

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Sicuramente era in preventivo che il cantiere dislocato in questa delicata area del centro di Oderzo potesse ritrovare reperti archeologici durante le fasi di sbancamento.
Una situazione delicata che provoca al committente forti ritardi nel road-map del cantiere.

A darne notizia è la sindaca di Oderzo, l’Ing. Maria Scardellato che in un post rende noto che “con grande emozione desidera informare gli opitergini che durante le indagini archeologiche per la realizzazione del piano di recupero della ex Pescheria sono stati rinvenuti resti di pavimentazioni in tassellato bianco e nero e policromo di epoca tardo antica.
Vista la stagione invernale, per garantire la prosecuzione delle indagini senza rischiare che i mosaici portati alla luce possano essere danneggiati dalle intemperie e dal gelo, la Sovrintendenza ha prescritto di coprire l’area con una tensostruttura.
Dopo il posizionamento della tensostruttura gli archeologi riprenderanno le indagini per verificare lo sviluppo planimetrico delle strutture emerse e il loro stato di conservazione.
Solo dopo questa fase e in base ai risultati delle indagini, si potrà ragionare sul da farsi
“.

Tutto affascinante, si prospettano tempi molto lunghi, e il committente dovrà sobbarcarsi gli oneri dell’intervento degli archeologi che con paletta e pennello andranno a riesumare quello che rimane dell’antica Opitergium.

Di fronte a scenari simili, il committente dovrà armarsi di pazienza, lasciar lavorare gli archeologi e sperare che questa ricerca termini quanto prima, per non vedere salire alle stelle i costi del cantiere.

Tutto ha un suo fascino ma alla fine dei conti, le ricadute si ripercuotono solamente sull’impresa costruttrice e sui clienti finali che andranno ad acquistare i 18/19 alloggi che verranno ricavati.


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