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Ricerca Swg sull’assetensionismo al voto in FVG

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Se ne parla da anni, ma per la prima volta è stato studiato a fondo. Parliamo del problema della disaffezione al voto, o dell’astensionismo. E cioè delle ragioni che hanno portato il Friuli Venezia Giulia a perdere nel giro di vent’anni il 20% degli elettori, dal 64% dei cittadini che si erano recati alle urne nel 2003 al 45% del dato più recente, quello delle elezioni regionali di due anni fa.

Era questo l’oggetto di una ricerca commissionata all’istituto Swg dall’Associazione dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia presieduta da Dario Barnaba.
Uno studio che è confluito in un libretto di 56 pagine ed è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nella sede regionale di via Sabbadini a Udine.

Crudi e diretti, ma non certo sorprendenti, i dati illustrati dal ricercatore dell’istituto demoscopico triestino, Riccardo Benetti, che fotografano un trend discendente analogo a quel che viene registrato a livello nazionale.
In base al comportamento elettorale recente sono emersi tre macro-gruppi di elettori:
quelli che sono andati sempre a votare, il 42%; quelli che si sono astenuti almeno una volta, il 46%; quelli che da almeno dieci anni disertano le urne, il 12%.

Su questa base sono state approfondite le motivazioni che portano gli elettori al voto, le ragioni di chi si astiene e cosa si potrebbe fare per invertire questa tendenza. Tra le possibili soluzioni, al primo posto figura l’adozione del voto elettronico, seguita dall’invito a concentrare gli appuntamenti elettorali.

Il presidente Barnaba, dopo aver riassunto i contenuti dell’incontro, ha posto l’accento anche sulla legge nazionale che attualmente preclude all’elettore la possibilità di esprimere una preferenza diretta, allontanando i cittadini da un contatto più diretto con i futuri parlamentari.


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