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PordenonePrendi nota

Una ferrovia a doppio anello per il Friuli: così l’Università di Udine ripensa la mobilità regionale

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A Pordenone nei giorni scorsi si è tenuta una conferenza pubblica dal titolo “Mobilità sostenibile – Il connubio naturale tra treno e bici nell’anello ferroviario pordenonese”.
Alla base, l’importante proposta di realizzare un anello ferroviario Pordenone – Casarsa – Spilimbergo – Pinzano – Maniago – Sacile – Pordenone, dove parallelamente, si potrà anche costruirvi, dove possibile, una pista ciclabile.
La conferenza è stata organizzata da chi non vede di buon occhio che si smantellino linee ferroviarie minori e abbandonate per farvi sopra una pista ciclabile.

Spunto della conferenza, la tesi sulla “Riqualificazione delle linee ferroviarie minori della provincia di Pordenone”, realizzata dall’architetto Eric Martina, nell’anno accademico 2014/2015, dell’Università di Udine.
L’arch. Eric Martina da tempo si è trasferito in Florida, dove svolge la sua professione.

La conferenza è stata tenuta dall’arch. Alberto Rutter, di Trieste, docente universitario, urbanista ed esperto, in campo nazionale, di reti e trasporti su ferrovia e dal Prof. Romano Vecchiet, bibliotecario, scrittore ed esperto della storia delle ferrovie.

L’idea della ferrovia circolare è interessante, prevede una rete di treni metropolitani di superficie che colleghi i centri urbani e le aree periferiche con frequenza e puntualità, riducendo il traffico su strada e offrendo una vera alternativa all’uso dell’auto.
Punto di forza del progetto è il suo basso impatto ambientale: la rete si svilupperebbe quasi esclusivamente su tracciati già esistenti, limitando consumo di suolo e costi di realizzazione. In un contesto di emergenza climatica e obiettivi di sostenibilità, questo approccio si rivela particolarmente lungimirante. Non a caso, lo studio sottolinea come la proposta sia pienamente in linea con gli indirizzi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che punta proprio su infrastrutture leggere, efficienti e green.

Sul piano pratico, la ferrovia ad anello sarebbe in grado di servire un ampio bacino di utenza pendolare, facilitando gli spostamenti tra periferie e città, migliorando la qualità della vita e alleggerendo il traffico automobilistico. L’effetto sarebbe duplice: da un lato, maggiore coesione sociale e territoriale; dall’altro, una spinta alla crescita economica, grazie a connessioni più rapide tra aree produttive, residenziali e universitarie.
A distanza di anni dalla sua elaborazione, la Ferrovia Circolare FVG appare oggi più attuale che mai.


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