Ruolo di Portogruaro rilanciato con il completamento della Pedemontana Veneta
La Venezia Orientale ha un ruolo strategico in chiave infrastrutturale, in quanto rappresenta uno dei principali corridoi di transito tra est ed ovest per tutta l’Europa mediterranea.
In questa prospettiva, il completamento della Superstrada Pedemontana Veneta sta definendo un nuovo assetto delle reti lunghe nel Nordest.
Infatti, la SPV, integrandosi con la A28 Portogruaro-Conegliano, forma una direttrice infrastrutturale alternativa alla A4.
Con l’apertura del collegamento tra SPV e A4 i flussi di attraversamento est-ovest possono dividersi presso il nodo di Portogruaro: si può percorrere la A4 in direzione Milano oppure si può utilizzare la A28 fino a Conegliano, imboccare la A27 verso sud fino a Spresiano e quindi prendere la SPV fino oltre Vicenza.
La SPV, inoltre, consente un’alternativa ai flussi merci e passeggeri che transitano per il Brennero: infatti, è possibile “saltare” il nodo di Verona imboccando la Valsugana (SS47) a Trento e poi la SPV a Bassano.
Portogruaro assume quindi una nuova centralità.
Con un’accessibilità alle reti lunghe così elevata, l’area di Portogruaro potrebbe attirare nuovi insediamenti produttivi, logistici, commerciali e terziari. Tuttavia, vanno prima risolte le criticità locali nel sistema della viabilità.
È questo lo spunto di riflessione che la Fondazione Think Tank Nord Est propone, in vista delle elezioni amministrative che a giugno coinvolgeranno ben 7 Comuni del Portogruarese (Portogruaro, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Teglio Veneto).
Anche alla luce dei recenti incidenti che hanno interessato il tratto rimasto a due corsie, l’analisi non può che partire dalla situazione della A4: “Le autostrade sono fondamentali per lo sviluppo del territorio – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – ma oggi la A4 non è nelle condizioni di svolgere questa funzione, a causa dei troppi disagi legati a code, incidenti e chiusure. Gli amministratori locali dovrebbero concordare una linea comune e dialogare con Autostrade Alto Adriatico per creare le condizioni affinchè i lavori dell’ultimo lotto inizino il prima possibile e si concludano velocemente”.
È evidente, infatti, che oggi i tempi di completamento della terza corsia si sono dilatati ed è al momento difficile ipotizzare un cronoprogramma delle opere mancanti.
“Non possiamo prescindere da un necessario adeguamento di strade e autostrade, al fine di gestire il movimento turistico e permettere la convivenza con i mezzi pesanti, ma al contempo dovremmo valutare di spostare almeno una parte delle merci su rotaia. Dobbiamo agire in fretta – avvisa Ferrarelli – perché il traffico sta continuando a crescere.”






