San Quirino: Truffa del “finto Maresciallo” si trasforma in violenza sull’anziana di 84 anni. Catturati i rapinatori e recuperati i gioielli.

Un’azione fulminea e coordinata tra il coraggio di una donna figlia della vittima, il supporto della gente e la prontezza dei Carabinieri ha portato all’arresto immediato di una coppia di giovani rapinatori napoletani che aveva appena aggredito un’anziana signora a San Quirino.
Tutto è cominciato con la classica, truffa del “finto Carabiniere”: un uomo ha chiamato la vittima, un’anziana di 84 anni, affermando che la targa dell’auto del marito – defunto da anni – era implicata in una rapina consumata in una gioielleria e che bisognava controllare tutti i preziosi presenti in casa per scongiurare che non vi fosse un coinvolgimento, preannunciando l’arrivo di un’agente donna in borghese, la sedicente “Molinaro Claudia”, per un finto controllo sui preziosi posseduti.
Al termine di una lunga e estenuante chiamata, durata un’ora, l’anziana vittima cede e apre la porta della propria casa alla sedicente carabiniera ma, il piano criminale degenera. Dopo essere stata fatta accomodare, la giovane donna , poiché la vittima si era fatta sospettosa e non si decideva a consegnare gli ori ha usato la forza: ha strappato con violenza la scatola con i gioielli dalle mani della pensionata, per poi fuggire a piedi in strada. A quel punto, non si trattava più di una truffa, ma del reato ben più grave.
I piani dei criminali si sono ulteriormente complicati con l’arrivo casuale della figlia della vittima che, senza esitare, si è messa all’inseguimento. In piazza altri cittadini hanno dato supporto e nel frattempo, la segnalazione giunta al NUE 112 ha innescato una caccia ai criminali. La presenza in zona del Radiomobile di Sacile e dei carabinieri di Fontanafredda e Aviano hanno permesso in un tempo record d’intercettare la donna seguita in auto da un cittadino in contatto con la centrale operativa di Sacile e di trarre in arresto l’uomo nel frattempo fermato dalla figlia della vittima con il supporto di alcuni cittadini accorsi in suo aiuto.
I due, identificati in un 21enne e una 25enne, entrambi partiti da Napoli, sono stati arrestati e tradotti rispettivamente nelle Case Circondariali di Pordenone e Trieste.
L’intera refurtiva di notevole valore, è stata recuperata.
La perquisizione della camera d’albergo occupata dalla giovane coppia consentiva di rinvenire al suo interno, stipanti in un armadio tra i loro effetti personali, altra refurtiva riconducibile ad un altro crimine accaduto il giorno prima della città di Trieste ai danni di un anziano.
Le indagini proseguono ora per accertare se la coppia si sia resa responsabile di ulteriori episodi.



