Segregato, percosso e rapinato in un casolare, liberato in un blitz dei Carabinieri

Con un blitz in un casolare in costruzione alla periferia di Castelfranco, i Carabinieri hanno liberato un uomo 50enne, tenuto sequestrato da tre giovani, tra cui un minorenne, attirato in una trappola messaggiando in una chat.
Da qualche tempo i militari dell’Arma avevano ricevuto segnalazioni circa uno strano giro di persone che entravano ed uscivano da questo edificio in costruzione e proprio sabato pomeriggio hanno notato un giovane uscire dal casolare ed allontanarsi in sella alla bicicletta e lo hanno così bloccato.
L’atteggiamento nervoso del ragazzo che diceva di doversi recare a fare un prelievo al bancomat, ha insospettito i militari che hanno deciso di entrare nell’edificio.
Qui, al piano terra, i militari hanno trovato un uomo disteso a terra immobilizzato mani e piedi con del nastro adesivo che gli copriva anche la bocca.
Un giovane stava tenendo il malcapitato sotto la minaccia di uno storditore elettrico, l’altro gli era seduto sopra per impedirne ogni movimento. Entrambi erano in possesso di un coltello.

L’ostaggio è stato immediatamente liberato e soccorso e i due aggressori bloccati.
Il ragazzo fermato in bicicletta è stato trovato con denaro contante, il bancomat e le chiavi dell’auto del sequestrato.
Secondo una prima ricostruzione, la vittima aveva conosciuto uno dei tre giovani sui social, e dopo alcuni scambi di chat aveva acconsentito ad incontrarlo presso questo casolare.
Dopo aver lasciato l’autovettura in un parcheggio il malcapitato si è diretto con il giovane verso il casolare, ma una volta all’interno è stato violentemente aggredito, minacciato e immobilizzato dal terzetto e rapinato del bancomat e degli effetti personali.
I Carabinieri hanno interrotto l’azione criminosa proprio mentre il giovane in bicicletta, ottenuto il codice di sblocco dalla vittima ormai tramortita dalle sevizie, si stava dirigendo a prelevare denaro.
Il 50enne, condotto in ospedale, a seguito dei politraumi riportati sono stati refertati 30 giorni di prognosi.
I due giovani poco più che maggiorenni sono stati condotti in carcere a Treviso, mentre il minore è stato accolto nel centro di prima accoglienza, sempre di Treviso.
Per i tre, le ipotesi di reato sono di sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali aggravate e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ma approfondimenti investigativi sono in corso, per verificare se a carico degli indagati possano essere ipotizzate – come parrebbe da preliminari acquisizioni – pregresse condotte di rilevanza penale, analoghe a quelle appena accadute.






