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Studio fattibilità per parco fotovoltaico sulla rete di Autostrade Alto Adriatico

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Società Autostrade Alto Adriatico ha dato avvio all’iter per uno studio di fattibilità per un rilevante parco fotovoltaico in ambito autostradale per migliorare la sostenibilità ambientale della Società, generando anche notevoli risparmi, con la costituzione di comunità energetiche rinnovabili.

Nel 2022 il costo annuale dell’elettricità per la Concessionaria. aveva raggiunto i 2 milioni 700 mila euro, mentre nel 2023 è stato di 2 milioni 300 mila euro, dato che dovrebbe essere confermato anche nel 2024. Contestualmente il consumo si è abbassato: dal 2016 al 2024 si è passati da un consumo annuo di energia elettrica di circa 11,96 GWh (gigawattora) a un consumo annuo di circa 10,50 GWh, un 10 % in meno in 5 anni, nonostante durante questo periodo siano state realizzate molte opere di terza corsia della A4, che hanno comportato un aumento di 33 POD (punti di consegna di energia elettrica ovvero contatori) su un totale di 183 POD (aumento del 18% circa). In particolare, nel nuovo tratto a tre corsie dell’A4 tra il nodo di Palmanova e Portogruaro sono stati implementati i punti luce e di segnalazione ottica; sono entrate in servizio 66 aree di depurazione e trattamento acque; sono aumentati i pannelli a messaggio variabile e sono stati incrementati gli apparati di rete e telegestione degli impianti.

A fronte di questo aumento di contatori, Autostrade Alto Adriatico ha messo in atto, infatti, una vasta operazione di efficientamento energetico degli impianti di illuminazione autostradali a led che hanno raggiunto il 95% di punti luce. Inoltre, la Società ha incrementato l’autoproduzione di energia da fotovoltaico 325 MWh (megawattora) grazie agli impianti di Savogna, Noventa di Piave, Porcia, Palmanova.

Proprio il fotovoltaico – spiega il presidente di Autostrade Alto Adriatico, l’avvocato Marco Monaco – può essere un importante investimento che, oltre alla riduzione dei consumi e quindi delle spese energetiche, può essere utile alle comunità locali“. Molte le aree in cui potrebbero essere sviluppati i nuovi impianti sfruttando una parte del suolo in quanto rientranti nelle fasce di rispetto autostradale o nelle aree interne di svincoli e raccordi. Sarà compito proprio dello studio di fattibilità comprendere l’effettiva disponibilità delle aree limitrofe all’autostrada utili alla realizzazione degli impianti e a scegliere la soluzione nel rispetto del miglior costo/beneficio.


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