Bollette energia, CNA Treviso: «Sugli oneri le piccole imprese pagano fino a dieci volte più delle energivore»

Il decreto Energia approvato dal Governo contiene qualche passo nella direzione giusta, ma per le piccole imprese artigiane del trevigiano i benefici rischiano di essere poco più che simbolici.
Il vero squilibrio della bolletta elettrica non sta nel prezzo dell’energia in senso stretto.
Sta negli oneri generali di sistema. Ed è lì che, secondo la CNA Mandamentale di Treviso, si concentra un’ingiustizia strutturale che il decreto Energia non corregge.
Gli oneri di sistema sono una componente obbligatoria della bolletta. Non dipendono dal fornitore né dall’efficienza dei consumi. Servono a finanziare scelte pubbliche: incentivi alle rinnovabili, messa in sicurezza del nucleare dismesso, bonus sociali, agevolazioni alle imprese energivore, costi per ferrovie e isole minori.
Una piccola impresa artigiana paga oggi circa 70 euro a megawattora di soli oneri di sistema, pari a circa 0,07 euro per kWh. Su un costo complessivo che può arrivare a 0,40–0,45 euro per kWh, gli oneri incidono tra il 15% e il 20% della bolletta.
Una grande impresa energivora, grazie alle agevolazioni previste dal sistema, paga invece tra 6 e 14 euro a megawattora. Fino a dieci volte meno per la stessa voce.
In provincia di Treviso operano circa 78 mila imprese attive. Di queste, oltre 22 mila sono artigiane: quasi un’impresa su tre. È questo il cuore della manifattura diffusa del territorio, il tessuto che sostiene occupazione, filiere locali e servizi.
La proposta è chiara: ridurre drasticamente il peso degli oneri sui primi scaglioni di consumo, estendere le agevolazioni anche alle piccole imprese e finanziare le scelte di politica industriale con la fiscalità generale, non con la fattura elettrica.
Per il Direttore Fabrizio Geromel, senza una riforma degli oneri di sistema, ogni decreto bollette rischia di essere solo un cerotto.»






