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Dov’è finito l’inverno?

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Lo zero termico a 3.000-3.500 metri di quota sta sciogliendo la poca neve presente e gli impiantisti non possono impiegare i cannoni per l’innevamento artificiale.
In quota, le temperature notturne non scendono sotto lo zero, a 1.500 metri la minima la notte scorsa è stata di +4°C. mentre a 2 mila metri è rimasta di poco sopra lo zero.
Le località di fondovalle che hanno registrato temperature negative sono Santo Stefano di Cadore -6° C, e Auronzo -4°. Cortina è rimasta positiva con una minima di +1,4° C.
Tempi difficili per la neve sotto i 2000m, l’inversione termica sta creando grossi problemi ai gestori degli impianti che si vedono costretti ad attendere un cambiamento delle condizioni meteo.

Le minime di giovedì

I valori massimi, dove non insiste le nebbia, sono diffusamente superiori ai 10°C, vedi la pedemontana trevigiana dove Vittorio Veneto, Conegliano, Volpago del Montello, Montebelluna godono di un clima autunnale. Deboli gelate solo sulle località di pianura a metà strada tra la montagna e il mare.

Quando arriverà un cambiamento?
Tra la metà-fine della seconda decade di dicembre e l’inizio della terza è probabile un ritorno a moderata instabilità. In particolare, proprio all’inizio della terza decade, poco prima di Natale, non è da escludere un possibile affondo artico di moderata entità. Si tratta ancora di una tendenza tutta da confermare.

Nel frattempo la situazione atmosferica che rimane statica, tra sole, nebbie e nubi basse, porta anche tanto smog nelle aree urbane.


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