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Keaton chiude la 44a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone

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Come per la preapertura, spetta ancora a Buster Keaton la chiusura ufficiale della 44.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, sabato 11 ottobre alle 21 al Teatro Verdi di Pordenone con Our Hospitality (Accidenti… che ospitalità!) del 1923, il suo primo lungometraggio e quello che apre il periodo d’oro dell’artista.  

Domenica 12 ottobre alle 16.30 la replica in collaborazione con il Teatro Verdi.

Sabato 11 ottobre le proiezioni della mattina si svolgono a Cinemazero perché il Teatro Verdi è impegnato con le prove orchestrali per il film di chiusura. Alle 9 la proiezione di The Scarlet Drop (1918) di John Ford, uno dei western muti del regista di Ombre Rosse, considerato a lungo perduto e ritrovato miracolosamente in Cile.

L’ultimo film della rassegna sul cinema per ragazzi ucraino, in programma a Cinemazero alle 12, è Congratulazioni per la promozione, del 1932, di Yivha Hryhorovych, una pioneristica figura di regista donna che affronta il tema dell’istruzione scolastica in un periodo in cui la linea del partito in materia era soggetta a continue modifiche.

Le proiezioni riprendono alle 14 al Teatro Verdi con i corti delle origini e della collezione Guerra Zacarias provenienti dalla Cineteca Nazionale del Messico. Grazie ad accurati restauri, questi film mettono in risalto l’intera gamma cromatica dei vari processi di colorazione utilizzati nel periodo del cinema muto.

Alle 15.15 irrompono sullo schermo i monelli di Chaplin, vale a dire i bambini che lo hanno affiancato (il posto d’onore spetta naturalmente a Jackie Coogan) o che lo hanno imitato. Coogan fu il più popolare divo bambino degli anni ’20, legato indissolubilmente a Chaplin che lo lanciò in The Kid (Il monello). Nello stesso anno la piccola star recitò in My Boy, in programma alle Giornate, nel quale risalta ancora la stupefacente capacità espressiva della piccola star, capace di passare con naturalezza dal comico al drammatico.

Italia Almirante Manzini si congeda alle 17.15 con L’ombra (1923), con la regia di Mario Almirante. È un melodramma atipico perché inserisce temi moralmente problematici, il tradimento in amore e nell’amicizia, la malattia, la nascita di un bambino da una relazione extraconiugale. Per l’attrice il personaggio de L’ombra era il preferito tra tutti quelli da lei interpretati al cinema.

Le Giornate del Cinema Muto salutano il pubblico con i due simboli di quell’epoca gloriosa. Infatti, prima della proiezione del film di Buster Keaton, rivediamo Chaplin in gita a Venezia e Torcello in compagnia della moglie Oona. L’anno è il 1959, il tempo è passato, ma la grazia e il sorriso di Chaplin sono sempre segno di conforto e speranza in un mondo migliore.


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