Pasolini: orazione funebre apre una due giorni a Casarsa

Una piccola folla composta da rappresentanti delle istituzioni, amici, appassionati di Pasolini, si è raccolta alle 10 nel piccolo cimitero di Casarsa della Delizia (Pordenone) per ricordare i 50 anni dall’omicidio del poeta e intellettuale, avvenuto il 2 novembre 1975 a Ostia, e la sua sepoltura qui, quattro giorni dopo, il 6 novembre, accanto alla madre Susanna, nel camposanto in cui riposano anche il padre Carlo Alberto e il fratello Guidalberto.

Questo di oggi è stato il primo di una serie di eventi che si svolgeranno fino a domani.
Molti sono stati i sindaci della provincia di Pordenone intervenuti — in rappresentanza del nascente Distretto culturale Pasolini — e il momento più intenso è stato quando l’attore friulano Massimo Somaglino ha letto l’orazione funebre che padre David Maria Turoldo pronunciò al funerale, rivolgendosi alla madre Susanna.
Il sindaco di Casarsa, Claudio Colussi, ha ricordato che “La sua vita ci insegna che la ricerca di verità ha un prezzo, ma rappresenta la forma più alta della dignità umana”.
Il presidente del Centro Studi Pasolini di Casarsa, Marco Salvadori, ha sottolineato che “a 50 anni dalla morte la sua parola è viva, rigenerata attraverso l’interesse dei giovani che fanno di Pasolini un simbolo per interrogarsi sul presente”.
Con la regia del Centro Studi Pasolini, stasera nel teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento, alle 21, è previsto l’incontro con Edoardo Camurri, domani si terrà il convegno internazionale di studi, aperto a 500 studenti e con 20 classi collegate in streaming e in serata nel teatro di Casarsa, Roberto Vecchioni parlerà di Pasolini e della sua eredità viva.



