Friuli Venezia Giulia

Passo Monte Croce: Amirante, piena condivisione su galleria da 4,1 km

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Si è svolto a Udine nella sede della Regione, l’incontro dell’assessore Cristina Amirante con gli amministratori comunali della Carnia e le categorie economiche, per fare il punto sul futuro della viabilità al Passo Monte Croce Carnico.

Al centro del confronto, l’ipotesi di una nuova galleria transfrontaliera di 4,1 km, che consentirebbe la permeabilità turistica e culturale tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia anche nei mesi invernali, evitando il transito di mezzi pesanti e risolvendo le criticità geologiche della strada attuale.

“La galleria di 4,1 chilometri è la soluzione che risponde meglio alle esigenze del territorio: garantisce sicurezza, continuità del collegamento anche in inverno e tutela il carattere turistico e ambientale del passo. È la scelta più sostenibile, moderna e condivisa da istituzioni e categorie economiche”, ha dichiarato Amirante.

“Abbiamo escluso l’ipotesi della galleria di base, da 8,5 chilometri, perché troppo costosa e sproporzionata rispetto all’obiettivo. L’opzione su cui c’è massima condivisione è quella del traforo in quota, sostenibile dal punto di vista economico e ambientale”, ha precisato Amirante.

L’intervento, stimato in 500 milioni di euro, potrebbe essere finanziato fino all’85% con fondi della Banca europea degli investimenti. Entro la fine dell’anno sarà presa la decisione definitiva sulla soluzione progettuale, mentre nel 2026 si punta alla redazione del Progetto di fattibilità tecnico economica, anche in collaborazione con la Carinzia.

Nel frattempo, proseguono gli interventi di messa in sicurezza del tratto attuale. Il Passo sarà aperto 24 ore su 24 dal 9 al 24 agosto, in occasione del periodo di maggior afflusso turistico.
Dal 25 agosto tornerà la chiusura notturna (22:00-6:00) fino alla festa della transumanza in Carinzia, per permettere il completamento dei lavori di allungamento delle gallerie paramassi e l’installazione dei nuovi sistemi di sicurezza.

“Gli interventi in corso garantiranno la percorribilità fino alla realizzazione definitiva della nuova opera – ha aggiunto Amirante -. Ma la pericolosità geologica dell’area impone di non accontentarsi”.

A oggi sono stati investiti 10 milioni di euro dalla Regione Friuli Venezia Giulia e 10 milioni dal Ministero delle Infrastrutture.

Tra le alternative analizzate, è stata considerata anche la variante esterna alla strada attuale, che consentirebbe di aggirare i tratti più esposti al rischio di frane, eliminando la pericolosità legata alla caduta massi. Tuttavia, si tratta comunque di una strada di montagna, soggetta alle stesse criticità in caso di nevicate o condizioni meteorologiche avverse. Il costo stimato di questa soluzione è inferiore (circa
160 milioni di euro), ma non garantisce la percorribilità invernale né rappresenta una soluzione strutturale a lungo termine.


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