Patteggia 1 anno, 4 mesi e 20 giorni uno dei responsabili dell’incidente costato la vita al noalese Livio Babetto: l’altro andrà a processo
Nell’udienza preliminare tenutasi oggi, martedì 12 marzo 2024, in Tribunale a Treviso, ha patteggiato la pena di 1 anno, 4 mesi e 20 giorni, con la sospensione condizionale, e 200 euro di multa per i reati di fuga, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza Giovanni Bortolato, 31 anni, trevigiano, uno dei due automobilisti rinviati a giudizio per la morte di Livio Babetto, 44 anni, di Noale.
Al 31enne è stata anche sospesa la patente di guida per tre anni.
Ha invece deciso di affrontare il processo, l’altra imputata, la 26enne di Badoere di Morgano, che dovrà rispondere di omicidio stradale: prima udienza dibattimentale fissata per il 17 dicembre.
L’incidente è accaduto 17 dicembre 2022, alle 3.10, lungo la Regionale 515 Noalese a Quinto di Treviso ed è stato ricostruito dai periti, tra i quali anche quelli nominati da Studio3A-Valore S.p.A., a cui si sono rivolti la compagna, i genitori e la sorella di Babetto.
Da quanto ricostruito, Livio Babetto era appena ripartito con la sua vettura da una stazione di servizio quando è stato violentemente tamponato dalla Nissan Qashqai di Bortolato e scaraventato in un fossato.
Nonostante il violento tamponamento, Babetto era riescito a scendere con le sue gambe dall’abitacolo, ma quando ha raggiunto il ciglio della strada, è stato investito dalla Renault Clio della 26enne di Badoere, che stava procedendo a una velocità di 50-60 km/h, un l’impatto che gli provocherà politraumi gravissimi e morirà praticamente sul colpo.
Nel frattempo, il conducente del Qashqai è riescito a rientrare a casa a Zero Branco, dove sarà svegliato dagli agenti della Polizia Stradale di Treviso che a tempo di record, lo sottopongono all’alcoltest, che rileva 1,04 grammi per litro.
Per i familiari di Babetto e per Studio3A la strada è ancora lunga, così come quella sul fronte risarcitorio dinanzi al rimpallo di responsabilità tra le compagnie assicurative dei veicoli dei due imputati, Generali e Linear.






