Vento di favonio: anche sul Veneto temperature quasi primaverili
Temperature quasi primaverili quelle racchiuse nelle isoterme raffigurate dall’Arpav e rilavate alle 7 di sera.
Il particolare nel Veneto occidentale i termometri rilevano 14/16 gradi nel veronese, 14/12 gradi sulle località montane del veronese e vicentino. A causa dei venti di favonio anche nelle vallate dolomitiche i termometri sono schizzati a 8/10 gradi.

La zona più riparata dai venti caldi e che meno ha risentito del fenomeno, la bassa pianura trevigiana (vedi centralina Arpav – Ponte di Piave).

Le correnti da nord dividono letteralmente in due le Alpi, con scenari da pieno inverno nei settori esteri e di confine e primavera inoltrata lungo i versanti italiani.
Le località venete non hanno registrato temperature record come in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, ma comunque sono decisamente sopra la media e creano problemi alle stazioni sciistiche che devono far fronte alla scarsità di neve naturale con quella programmata impossibile da sparare a causa delle alte temperature oltre a battere continuamente le piste a causa della scarsa compattezza della neve.
Nelle ore scorse i settori Alpini meridionali hanno registrato accumuli nevosi scarsi o nulli mentre, grazie all’effetto Stau, i settori di confine come: la Valle Aurina, la val di Tures, l’alta valle Isarco e la Val Senales, hanno registrato accumuli significativi con punte di 90cm di neve fresca.
Accumuli nevosi esorbitanti si registrano nella vicina Austria, con più di 150cm di neve fresca caduta nelle ultime 48 ore in Stiria e Tirolo al di sopra dei 1400m di quota.
Bisognerà attendere dopo Natale per vedere un rallentamento della corrente a getto e sviluppo di una saccatura sull’Europa occidentale.
In particolare un corpo nuvoloso si svilupperà sul Mediterraneo e andrà ad interessare dapprima le regioni settentrionali nella giornata di domenica 31 dicembre.
Seguirà anche un modesto calo della temperatura con l’introduzione di venti più freddi settentrionali.
Dando uno sguardo alla panoramica generale, nonostante lo sviluppo di questa perturbazione non sembra preannunciarsi alcuna novità significativa circa l’evoluzione generale del tempo che continuerà a vedere anche nei primi giorni di gennaio scenari tendenzialmente anticiclonici.






